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Saturday, February 3, 2018

Two Weekday Homilies in the House of the Poor Clares


Cademario - 1° febbraio 2018
Giovedì Quarta Settimana in Tempo Ordinario

1 Kgs 2:1-4, 10-12
Mk 6:7-13

Sia lodato Gesù Cristo!

Credo che in settimana sia permesso a volte di offrire solo un breve spunto. Voglio farlo oggi, cioè non proprio un’omelia ma una piccola raccomandazione o supplica per la vostra riflessione e da prendere almeno per oggi come intenzione nelle vostre preghiere.

Il Vangelo di oggi comincia e finisce così (cito, lasciando fuori la parte centrale con i dettagli sulla missione affidata da Gesù ai Dodici):
“Allora chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi. … E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano.” 

“Spiriti immondi… demoni”! L’altro giorno ho letto un articolo in un servizio internazionale di stampa cattolica, che riportava una suonata di allarme da parte di un sacerdote esorcista, irlandese di nazionalità, in favore della preparazioni di più sacerdoti come esorcisti per Irlanda. Egli costatava un aumento preoccupante delle persone riportate possesse o almeno ossessionate dal Diavolo. Il servizio di stampa, senza criticare, cercava un altro parere e citava un altro sacerdote esorcista dagli Stati Uniti, egli sì era anche del parere che v’è un aumento dei casi, ma che l’ingerenza dei spiriti immondi nella vita delle persone sia soprattutto attribuibile al disinteressarsi o al trascurare la vita di preghiera quotidiana e dei sacramenti, cioè della Santa Messa domenicale, della frequentazione regolare del Sacramento di Penitenza, e della degna ricezione della Santa Comunione.

Purtroppo, abbiamo dai film e TV l’impressione che l’indemoniato sia una persona o violenta da zombie o piuttosto spiritata, tipo vampiro. Un famoso convertito, scrittore e sacerdote Cattolico dell’inizio del 20° secolo, Robert Hugh Benson, in uno dei suoi romanzi parlava invece di una presenza diabolica, muta e stupida, devastando il carattere di una persona del resto e per natura amabile. Credo piuttosto che sia così. Se l’esorcista irlandese consta un aumento di attività diabolica sarebbe nel senso di persone depresse e intontite, o ciniche, accigliate.

Pregate per favore instantemente per il ritorno dei Cattolici tiepidi e freddi alla pratica della fede, alla preghiera quotidiana (mattina e sera, a tavola), alla Messa in Domenica, ad una vita esaminata e accompagnata dal Sacramento della Penitenza. Cominciamo pregando per i membri delle nostre famiglie che trascurano i loro doveri o restano muti e stupidi davanti al televisore, al computer o attaccato sempre al telefonino. Preghiamo per il ritorno della luce di Cristo al nostro mondo!

Sia lodato Gesù Cristo!



Festa della Presentazione del Signore
2 febbraio 2018 - Cademario

Mal 3:1-4
Heb 2:14-18
Lk 2:22-40 or 2:22-32

Sia lodato Gesù Cristo!

“…e subito entrerà nel suo tempio il Signore, che voi cercate…”
"Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola… “Nunc dimittis!

La festa di oggi porta a compimento il tempo forte di festeggiamenti da parte della Chiesa dell’Incarnazione del Verbo: gli avvenimenti natalizi, scritti grandi come sono da piccoli attori e attrici! Si tratta di una vera grandezza e profondità di momenti principali nella storia di salvezza, ma diciamo tracciati a misura d’uomo, per la giovane coppia, dal bambinello stesso, per i pastori a Betlemme, e oggi, con Simeone e Anna nel Tempio a Gerusalemme! Il tempo di Natale si muove tra i sogni di San Giuseppe e dei Re Magi, portato avanti dalla luce di una stella, accompagnato dai canti degli angeli del cielo, e svelato dalle profezie inverosimili di persone anziane, cioè dalla cugina di Maria, Elisabetta, mamma di San Giovanni Battista, e da Simeone e Anna, ancor più grandi di età della madre del precursore.

“Nunc dimittis!”

La Chiesa festeggia oggi in modo particolare la vita consacrata. Oggi si cammina con le candele in mano nel ricordo della presentazione di Gesù davanti al Signore, l’Infante circondato da altri piccoli attori e attrici. Israele secondo la Legge doveva riscattare il primogenito e noi dobbiamo ricordare che nessuno appartiene a se stesso. Siamo di Dio per l’amore dell’Altissimo per ciascuno di noi.

Purtroppo in certi settori della Chiesa oggi sperimentiamo non solo ignoranza dell’interessamento diretto di Dio Padre per ciascuno di noi, piccoli come siamo. Purtroppo, si consta in mezzo alle nostre comunità un vero disprezzo per il messaggio natalizio, quale buona novella manifestata per la via dell’umiltà e della tenerezza, della fragilità. V’è chi nega la centralità della grotta di Betlemme, del momento storico che ci ha portato la salvezza in Cristo Dio. Vi sono quelli, purtroppo, che rivendicano l’onore di ufficio dentro la Chiesa. Come i testardi Adamo ed Eva, vogliono rifare il Corpo Mistico di Cristo all’immagine e somiglianza di non importa quale società mondana, anche a scopo lucrativo… Chi domina la scena mediatica e pretende di poter disporre della Chiesa a propria voglia non sembra di aver capito per nulla il Vangelo dell’Infanzia del Salvatore del Mondo.

Il “Nunc dimittis!” di Simeone è per me toccante. Il vecchio profeta delle sofferenze anche della Madonna, Corredentrice, rafforza la mia fede. Solo a sentire la sua confessione di fede nel Messia apparso alla fine dei tempi mi solleva. Ma mi incoraggia altrettanto la Anna. Dice San Luca della vecchietta: “Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.”

Anna precede o anticipa in un certo senso la vocazione alla perfezione per via contemplativa, servendo Dio e lodando il Signore, profetizzando a cuori pronti ed aperti la redenzione promessa.

“…e subito entrerà nel suo tempio il Signore, che voi cercate…”

Care sorelle figlie di Santa Chiara, voi in particolare, voglio confermare oggi nella vostra vocazione natalizia, così centrale al mistero di salvezza, così prioritaria per capire la Sposa di Cristo, la Sua Chiesa nella sua natura e missione. 

Cari fratelli e sorelle in Cristo qui presenti, vi prego per la vostra vicinanza, sacrifici e preghiere, di confermare le suore come discendenti di Simeone e Anna, anziani forse sì, ma sempre vivaci nella ricerca del loro Signore, facendo posto per lui che si presenta, che si rivela Messia, unto di Dio, per la nostra salvezza.

“Nunc dimittis!” Compimento, sì! Ma anche progetto e missione per svelare il Cristo!

Sia lodato Gesù Cristo!





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